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Omeopatia:a cura del dott. Marco Lombardozzi

Se osserviamo i nostri polpastrelli ci rendiamo facilmente conto che le impronte digitali hanno una forma spiraloide che, come tutti sappiamo, rappresenta il nostro codice unico e specifico di identificazione; ciò significa che quel disegno a spirale corrisponde alla specifica identità di ogni singolo essere umano.

Sappiamo che le onde elettromagnetiche hanno una frequenza ed ampiezza la cui rappresentazione grafica ha un andamento spiraloide ed anch'esse corripondono specificamente all'identità di ogni singola sostanza. I sistemi biologici sembrano avere una frequenza tra i 10 alla 11ª e i 10 alla 12ª Hertz.

Il farmaco omeopatico agisce sulla base delle frequenze specifiche che si strutturano con la diluizione e dinamizzazione: quest'ultima permette l'apertura dei clusters dell'acqua che può così modificare la propria struttura in ragione dell'input specifico delle sostanze usate (Bryonia, Pulsatilla, Lycopodium etc.).
Se valutiamo la frequenza di Bryonia 30CH essa sarà diversa da quella di Bryonia 200CH ed ancora differente sarà da quella di Sulfur 30CH. In pratica c'è una unicità di frequenza per ogni farmaco omeopatico e per ogni sua diluizione e dinamizzazione così come UNO è il malato ed UNA la sua modalità di essere al mondo, ed è ancora UNO il suo modo di ammalarsi.

L'Omeopatia come scienza e medicina dell'UNO sembra avere quei requisiti necessari per affacciarci al terzo millennio con proposte mediche avanzate ed adeguate ad affrontare le patologie emergenti della nostra epoca.
  Dobbiamo quindi cambiare la nostra forma mentis, per cui davanti ad una polmonite non è più sufficiente attribuire la causa ad un microrganismo (es.: il pneumococco), ma occorre capire perchè il sistema immunitario era così debole da permettere al Pneumococco di attaccare senza che il corpo si difendesse, e magari dobbiamo andare a chiedere all'appendice in cui si sono annidati dei parassiti se non è lei la responsabile della malattia.  In tal caso l'appendice rappresenta un campo o focolaio di disturbo che, nel tempo, disturba le frequenze dell'organismo e ne altera le funzioni. Ecco come una polmonite ci porta a scoprire la causa  molto lontano, in un angolo buio del nostro intestino di cui ci si ricorda solo quando viene chirurgicamente amputato. Ovviamente i campi di disturbo possono essere anche di altra natura e a carico di altri organi.

Il corpo è UNO ed un disturbo in un distretto corporeo può far riferimento ad un altro distretto; entrambi si esprimono in un'unica simultaneità di stato.
Il farmaco omeopatico permetterà di intervenire in accordo con questa visione unitaria, consentirà di inviare una frequenza curativa che, eliminando i parassiti dall'appendice, contemporaneamente ripristinerà il sistema immunitario e lo renderà di nuovo atto a combattere le sue battaglie per la salute.
In pratica il farmaco omeopatico è un segnale, un messaggio per l'organismo.

Tutte le espressioni della materia vivente si modificano in ragione di segnali che, prima di essere chimici, sono di altra natura: energie sottili o ultrafini.
Queste energie sono in grado di produrre modificazioni anche più consistenti di quelle determinate da mediatori chimici.
H. Jenny ha dimostrato che, emettendo dei semplici suoni su pellicole di essenza di trementina, ne modificano la struttura generando sulla sua superficie disegni estremamente precisi e regolari! 

Il farmaco omeopatico è, dunque, un segnale non chimico nè molecolare, sembra verosimile considerarlo un input di natura energetica che interagisce con le energie ultrafini dell'organismo prima ancora della trasformazione in evento chimico.
Sulfur, Arsenicum album, Calcarea carbonica, Antimonium tartaricum e tutti gli  altri rimedi omeopatici, sono sempre stati considerati un "tipo", vale a dire che la somma delle loro caratteristiche configura una tipologia di persona e di malato unica.
Oggi forse possiamo affermare con più forza che questa peculiarità è reale in quanto ciascun farmaco presenta una sua specifica frequenza, ad  andamento spiraloide, e va ad agire sulle frequenze dell'organismo con cui entra in sintonia. Una sorta di genialità propria di ciascun farmaco, unica come ogni espressione della materia vivente-uomo.

Cosa è l'Omeopatia?
La Medicina Omeopatica è un metodo clinico e terapeutico che esamina il paziente nella sua globalità, prendendo in considerazione unitariamente sia gli aspetti fisiologici, anatomici, costituzionali, ereditari, sia quelli temperamentali, emotivi, mentali.
Il medico omeopatico non vede il paziente come un insieme di organi, ma si rende conto che esiste anche e soprattutto un mondo emozionale e psichico, che non deve essere escluso dalla raccolta dei sintomi. Anzi, questo detiene un ruolo importante nella manifestazione della malattia, come pure nel raggiungimento della salute.
Quindi il medico omeopatico tiene conto delle differenze individuali, della "storia" del paziente e cura ciascuna persona con il suo rimedio, scelto su misura dopo un'attenta visita. Non vi sono cure uguali per tutti, ma ciascuna va personalizzata e adattata al singolo, caso per caso
Dietro ogni malattia infatti c'è un MALATO. È il malato che va innanzitutto curato per poter vedere scomparire la malattia.
Non è sicuramente un buon metodo quello di sopprimere con la forza i sintomi senza comprendere da cosa sono originati: l'Omeopatia invece non sopprime i sintomi, ma aiuta a guarirli dall'interno.

Dov'è nata l'Omeopatia?
L'Omeopatia nasce in Germania, ad opera del dottor Samuel Hahnemann, medico, che scoprì le semplici leggi naturali che regolano la salute e la malattia.
Hahnemann sperimentò su se stesso la 'legge dei simili', studiando gli effetti di centinaia di sostanze esistenti in natura, e individuando la correlazione esistente fra il quadro di sintomi prodotti da ciascuna sostanza e l'insieme dei sintomi del malato, che dalla stessa sostanza verrà indotto a guarire.

L'Omeopatia cura forse con le erbe?
Molti ancora confondono l'Omeopatia con la Erboristeria. Le differenze sono profonde: senza nulla togliere a questa antica e rispettabile pratica, va precisato che l'Omeopatia non utilizza soltanto rimedi vegetali (che costituiscono solo una parte della Farmacopea Omeopatica) e che i criterii diagnostici su cui si basa la scelta dei medicamenti, nonchè la preparazione e la somministrazione degli stessi, sono completamente diversi rispetto a quelli della Erboristeria.

Bisogna crederci perchè funzioni?
Assolutamente no! L'Omeopatia può curare chiunque, che ci creda o meno. Basti pensare che si curano omeopaticamente anche gli animali (Omeopatia Veterinaria), come pure i bambini molto piccoli (Omeopatia Neonatale e Pediatrica). Quindi non si basa su 'fede' o 'suggestione', ma su rigorosi criteri terapeutici, che attendono solo di essere applicati e basta. Recenti studi scientifici (trials clinici controllati in doppio cieco) in ambito accademico ufficiale (ospedali, università) hanno dimostrato definitivamente che l'omeopatia non si basa su 'effetto placebo' o simili.

Cosa sono i rimedi omeopatici?
Sono delle preparazioni ottenute esclusivamente da principii attivi naturali ottenuti dal regno minerale, vegetale, animale. Queste sostanze pure vengono attivate mediante un particolare processo di diluizione e dinamizzazione che le priva di qualsiasi tossicità ma che ne risveglia le proprietà terapeutiche.
Sono distribuiti esclusivamente in farmacia, e possono essere prescritti solo da medici, vale a dire laureati in Medicina e Chirurgia, abilitati all'esercizio della professione medica e iscritti all'Albo dell'Ordine dei Medici.
Il Ministero della Sanità italiano, recependo le direttive CEE, li ha ufficialmente riconosciuti come medicinali a tutti gli effetti, riconoscendo implicitamente la metodologia che ne è sottesa. Come tali sono sottoposti ai procedimenti di registrazione necessari all'inserimento nella Farmacopea Ufficiale Italiana.
Le spese relative ai rimedi omeopatici come pure alle visite mediche omeopatiche sono deducibili dalla dichiarazione dei redditi.

È vero che non intossicano?
Sì, è vero, i medicinali omeopatici non hanno alcuna tossicità, perchè non contengono sostanze chimiche allo stato ponderale. Agiscono con meccanismi completamente differenti da quelli dei farmaci convenzionali, tali da non generare effetti secondari indesiderati.
Non hanno quindi alcuna controindicazione, nè effetti collaterali. Per questo i medicinali omeopatici possono essere tranquillamente somministrati anche in gravidanza e in allattamento; inoltre di vitale importanza possono essere per i pazienti allergici o ipersensibili ai comuni farmaci. È una medicina dolce, che rispetta l'ecologia dell'organismo proprio perchè utilizza le leggi naturali di guarigione.

Ma in fin dei conti, non è un po' una moda?
Tutt'altro. Sono ormai due secoli che medici di tutto il mondo praticano la medicina omeopatica. Non è certo quindi una scoperta dell'ultim'ora.
L'Omeopatia infatti nasce verso la fine del `700; da allora si è diffusa ovunque, e in molti stati è stata riconosciuta come medicina ufficiale.
Basti pensare che in Francia e in Germania i medicinali omeopatici sono 'convenzionati', e utilizzati nell'ambito del servizio sanitario nazionale, anche in ospedali e case di cura. In Gran Bretagna esistono strutture ospedaliere (ben sei, fra cui il Royal London Homoeopathic Hospital) completamente dedicate alla medicina omeopatica.
Non è quindi una moda ma una realtà scientifica consolidata, che la medicina ufficiale sta mano mano acquisendo ma di cui non tutti purtroppo sono ancora a conoscenza. I risultati sono però così evidenti, che un numero sempre maggiore di persone decide di non ricorrere più a metodi di cura violenti e tossici che alterano l'equilibrio dell'organismo e sceglie per la propria salute questo tipo di medicina, che rispetta le naturali leggi di guarigione.

Va bene per i bambini?
Qualunque età della vita può trarre giovamento dall'omeopatia, ma l'infanzia in modo particolare, che rappresenta l'età ideale per questo tipo di cura.
Proprio sui bambini la cura omeopatica si rivela dolce, potente e sicura; l'organismo dei piccoli pazienti reagisce infatti prontamente allo stimolo terapeutico, rinforzandosi e diventando quindi meno suscettibile ad ammalarsi. Inoltre la cura omeopatica risulta loro gradevole e ben accetta.

È una medicina preventiva?
La vera prevenzione consiste nel curare la predisposizione alla malattia.
L'Omeopatia permette di capire quali siano le tendenze patologiche del paziente, cioè verso quali disturbi è predisposto, ancora prima che questi si manifestino.
È una terapia costituzionale, che migliora le difese, incrementa la resistenza alle malattie, migliora lo stato generale, migliora l'atteggiamento psichico dell'individuo.
Troppo spesso gli effetti della medicina convenzionale si rivelano incompleti e transitori, o addirittura deleteri per la salute del paziente. L'Omeopatia invece non si accontenta di lenire i sintomi ma mira a identificare e neutralizzare le cause profonde della malattia, impedendo o diradando le recidive.

Cosa cura l'Omeopatia?
Non è possibile fornire un preciso elenco delle patologie curabili, perchè innanzitutto ciascun caso va considerato di volta in volta, e poi perchè prima della malattia l'Omeopatia cura il Malato, indipendentemente dal 'nome' della patologia di cui soffre.
Non è esatto dire che cura tutto, però si può senz'altro affermare che il suo campo d'azione è vasto, proprio perchè si interessa dell'Uomo inteso nella sua totalità, nel tutt'uno comprendente corpo, emozioni e mente.

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